TERESA (che catturò il buio)

Teresa è una bambina che ha un grande desiderio: vincere la paura del buio.
Ogni anno, al suo compleanno, esprime questo desiderio ma non si avvera mai. Quando compie sei anni si sente abbastanza grande per risolvere il problema alla radice: catturare il Buio. E ci riesce.

All’inizio sembra che tutto vada per il verso giusto e non ha più paura, ma poi le cose cominciano ad andare male: senza buio, infatti, non è possibile vivere.

Teresa si troverà quindi costretta a guardare in faccia il buio, a conoscerlo e a scoprire che non solo era così “brutto” come lo aveva immaginato.

 

di e con
Jessica Leonello
Roberto Capaldo

musiche originali
Alberto Forino

pupazzo
Raffaella Montaldo

realizzazione costumi e scene
Caterina Naba   

Consulenza trampoli
Daniela Visani

Disegno luci
Marco Zennaro   

direttore di produzione
Franco Sapadavecchia

produzione
Teatro del Buratto

Mario Bianchi – Eolo.it

Dopo “A metà strada” che narrava la storia di un incontro, quello felice ma un poco difficoltoso, tra Giraffa e Pinguino che non si conoscono ma che decidono di trovarsi “a metà strada”Jessica Leonello e Roberto Capaldo con l’aiuto di un pupazzo,Teresa, costruito da Raffaella Montaldo, narrano ai bambini della lotta di una bambina contro il buio che avendolo con un prodigio catturato, vorrebbe addirittura eliminare. Presto, però, si accorge che senza di esso il mondo non può più andare avanti. Sarà allora che, tra stupore e meraviglia, Teresa scoprirà il lato magico e assolutamente prezioso dell’oscurità. Ne nasce una bella creazione che mescolando narrazione con il teatro di figura su ritmi, forme elementari e antiche che appartengono ai primi giochi, parla con delicatezza di crescita e di accettazione di ciò che non conosciamo, anche le paure più intime, perché in fondo persino quelle sono preziose.